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Fase 2 Covid-19: la situazione immobiliare

A due giorni dalla partenza della cosiddetta “Fase 2” nella quale la maggior parte delle attività potranno ripartire con una serie di precauzioni, vediamo cosa sta cambiando nel mondo immobiliare e cosa si può prevedere cambierà.

Il settore immobiliare, nuovamente attivo dal 4 maggio, è sempre stato un termometro dell’andamento generale del mercato, riguardando un bene primario ed essenziale come la casa e dipendendo a sua volta dall’andamento dell’occupazione, dai mutui, dall’inflazione e via dicendo. È proprio l’insieme di tutti questi e di molti altri fattori che fa salire o scendere la curva delle vendite, delle locazioni e dei relativi incrementi o diminuzioni dei prezzi.

Facendo un passo indietro nel 2008, periodo in cui è partita la crisi economica, i prezzi (più o meno in base alla tipologia di immobile e alla zona), sono stati in continua discesa facendo di conseguenza aumentare, negli ultimi anni, il numero delle operazioni immobiliari stesse e con esse il numero dei mutui erogati. Anche i mutui, dal canto loro, presentando condizioni sempre più vantaggiose, hanno favorito questa situazione.

Nei primi mesi del 2020 si è registrato un continuo, rispetto al 2019, e progressivo aumento del numero di compravendite, bloccato drasticamente nei primi giorni di marzo.

Tornando al post lockdown, è sicuramente presto per una precisa valutazione dei danni ma ci sono dei parametri certi su cui ragionare: la BCE sta mantenendo delle condizioni estremamente vantaggiose per i tassi d’interesse dei mutui ma, di contro, il numero dei potenziali acquirenti, è in calo. Le previsioni riguardo al numero di compravendite sono in leggero calo, probabilmente ci sarà anche un cambio a livello di tipologia di immobile richiesto e, in quanto ai prezzi, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se si manterranno stabili o se anche per loro ci sarà una flessione al ribasso.

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